Roma, rinasce l’ex Mercato dei Fiori al Trionfale: ecco il bando, sarà dato in locazione per 50 anni a 10mila euro al mese (Il Messaggero)
Gli occhi del Campidoglio tornano a posarsi sull’ex Mercato dei Fiori al Trionfale, la grande struttura trapezoidale dalla superficie di 7mila metri quadrati che si staglia nel municipio I, chiusa dal 2022, quando il crollo del soffitto ne decretò l’abbandono. Con la sua chiusura, si abbassarono anche le serrande dei banchi di fiori, quelli che per decenni lo hanno reso un luogo iconico del quadrante. I romani se lo ricorderanno: è stato a lungo lo snodo commerciale dove vivaisti, fioristi e commercianti facevano il carico prima di rifornire negozi e baracchini della città. Camioncini e auto stipati di tulipani, gigli, piante mediterranee e qualche essenza esotica.
Il bando
Ora, però, l’amministrazione punta a voltare pagina. Addio mercato all’ingrosso. L’area cambia identità e si trasforma in uno spazio restituito ai cittadini, dove sport, cultura, cibo e artigianato possano convivere e dare nuova vita al quartiere. E sono stati proprio i residenti del municipio I a indicare la strada, con un sondaggio a cui hanno preso parte nel dicembre 2024. Poi, dopo diversi sopralluoghi e incontri pubblici, nei giorni scorsi Roma Capitale ha pubblicato il bando per passare alla fase progettuale e iniziare a definire concretamente ciò che quello spazio diventerà.
E mentre è in corso la caccia di soggetti privati che vogliano farsi carico dei costi di riqualificazione – che si attesteranno tra i 9 e i 12 milioni – l’amministrazione ha già definito come questi spazi dovranno essere spartiti. «Almeno il 60% destinato a servizi alle persone», recita il bando. Più della metà del complesso sarà quindi dedicata alle attività sportive, «con preferenza per le discipline acquatiche». Tradotto, una piscina, l’opzione gradita al Campidoglio. Previsti anche «spazi espositivi, teatro, scuole di musica e aree per socialità e tempo libero», da associazioni e coworking fino a piccoli eventi. Nel restante 40% potranno trovare posto «piccoli esercizi commerciali, laboratori artigiani e studi d’artista». Ammessi pubblici esercizi legati al food, ma non oltre il 15%, per non disturbare le attività commerciali di vicinato. E nulla che possa alterare la quiete pubblica: niente discoteche né locali notturni.
Alla lista, si aggiungono una serie di obblighi a cui il futuro gestore dovrà attenersi: non sarà possibile «alterare o modificare» la facciata dell’ex Mercato dei fiori, rimasta invariata dall’inaugurazione nel 1965 e i neo gestori dovranno «provvedere, a propria cura e spese, a tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria» della struttura. In termini di costi, il canone dell’immobile si attesta a 120mila euro l’anno, per un massimo di 50 anni, non prorogabili. Quanto alle tempistiche, anche la tabella di marcia è già stata fissata: gli interessati potranno presentare la propria offerta entro il 31 luglio. Dal 10 settembre, si procederà con l’apertura delle buste. Nel frattempo sarà possibile conoscere più da vicino il bando che riscrive il futuro dell’ex Mercato dei Fiori partecipando all’incontro pubblico in programma domani alle ore 10 al Metropolitano Urban Center Roma, in viale Mazzoni 34.
Gli interventi
«Si apre una fase nuova per il quadrante di via Trionfale», commenta l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, che sarà presente all’evento di domani, a cui prenderanno parte anche Yuri Trombetti, presidente della commissione patrimonio, e Jacopo Scatà, assessore del Municipio I. «L’intenzione – ha spiegato Zevi – è quella di attrarre investimenti privati senza perdere la proprietà pubblica e fissando regole molto chiare: la maggior parte degli spazi sarà destinata a sport, cultura e servizi per il quartiere, nel rispetto dei desiderata emersi dal percorso partecipativo con i cittadini». «Restituiamo – prosegue – alla città uno spazio strategico e affermiamo un principio chiaro, che il patrimonio pubblico deve generare servizi, opportunità e sviluppo, una scelta politica precisa, che guarda al futuro di Roma e alla qualità della vita nei quartieri e delle persone che li vivono».
di Sofia Spagnoli






